Samain, un ponte tra Visibile e Invisibile

3 novembre 2014

Già da qualche anno il tradizionale giorno dei morti è accompagnato da festeggiamenti di importazione anglosassone, il famoso “Halloween”, con tanto di lamentela da parte dei più tradizionalisti che vedono come un affronto il festeggiare in un giorno che non troppi anni fa era dedicato al ricordo dei defunti e alla preghiera. Quello che stupisce è che non si conservi memoria di quella che in origine fosse Samain, la tradizionale festa celtica.

Un momento della festa di Samain a Dreamland

Samain infatti ha radici molto antiche, ed è anche conosciuto come capodanno celtico. È la notte dell’anno in cui il mondo dei vivi si incontra con il mondo dei defunti, in cui il confine fra i due mondi si assottiglia fino a rendere possibile un contatto. Ed ecco che questa notte particolare diventa una festa, in cui travestirsi e stare insieme per superare la naturale paura per l’ignoto.

A Dreamland, la notte di Samain, sono comparsi elfi, folletti, fate dei fiori, streghe, gatti, vampiri, viandanti e molte altre creature, che si sono riunite per festeggiare insieme questo momento così magico. Subito dopo il favoloso e ormai rinomato buffet vegetariano gli ospiti hanno potuto assistere allo straordinario concerto dei LabGraal, che hanno creato la giusta atmosfera per una fantastica festa in cui non potevano mancare le danze, guidate dal gruppo Triskel.

La Leader dei LabGraal Rosalba Nattero insieme alla Cantante Spagnola Laura Valenzuela

Samain non è solo cantare e ballare, e al concerto è seguito un momento intimista, di grande intensità, che ha visto tutti gli ospiti munirsi di lumino e dirigersi al Cerchio di Pietre, luogo sempre ricco di significato ma che in questa notte così speciale è diventato un ponte fra il visibile e l’invisibile. Sono stati portati piccoli doni e pensieri per i defunti e sono stati momenti indimenticabili. Nonostante il cielo fosse nuvoloso nel momento dell’incontro al cerchio sopra le teste dei partecipanti erano presenti moltissime stelle e il cielo era uno spettacolo che non poteva far altro che dare la sensazione che ci fosse molto altro, dietro quelle stelle.

Contrariamente a quanti sostengono che festeggiare la notte di Halloween sia cedere al consumismo, questa festa ha dimostrato il vero cuore della ricorrenza del 31 ottobre, una serata in cui celebrare la fine di un periodo e l’inizio di un altro, in cui celebrare un contatto con il mondo dei non viventi, in cui diventare consapevoli di quanto c’è al di là del visibile.

 

 

Dhebora Ruzza




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