Cineforum “Forum popoli indigeni all’ONU”

31 maggio 2014

A volte bisogna iniziare dalla fine. Come se in quel punto si concretizzasse l’apoteosi, un sunto simbolico e incancellabile di un percorso precedente.

Il Gopa Rosalba Nattero insieme a Luca Colarelli presentano il video girato all’ONU

Il canto, la voce, la vocale sussurrata e poi gridata, profonda e mistica. Il viso a tratti nascosto dal tamburo che, accompagnato dal movimento ispirato della mano, manifestava anche il retro con le corde a comporre un sole di sedici raggi. La camicia bianca e quel ricamo azzurro, come il cielo della sua terra, ad arricchirla. Quindi la sua corsa, timida, poi forte e consapevole, contagiosa. Fuori dai protocolli ufficiali dell’Onu, si compiva la celebrazione di un rito della Terra, magico ed ancestrale. Un esponente della Nazione Otomi, popolo indigeno del Messico, fa risuonare il suo passo e la sua voce. Così si è concluso il filmato perfettamente montato da Luca Colarelli e condotto da Rosalba Nattero con la consueta professionalità. Un filmato che raccontava l’incontro avvenuto nel luglio scorso alle Nazioni Unite di Ginevra e presentato al salone delle Conferenze di Dreamland.

Un pubblico numeroso è accorso a questo evento mostrando una partecipazione e una commozione straordinaria. Le interviste, raccolte nel filmato, hanno raccontato una storia tragica, nascosta, rubata. Una storia che, meravigliosamente, ancora mostra la grande resistenza e l'orgoglio di popoli abusati e violentati, a cui sono state strappate le radici, le tradizioni, la lingua, la cultura, i luoghi sacri.

L’annuale incontro di Ginevra, l'Expert Mechanism on the Rights of Indigenous Peoples rappresenta, non solo un evento di straordinaria importanza ma è anche un luogo pragmatico e propositivo. La Dichiarazione dei Diritti delle Popolazioni Indigene potrebbe infatti rimanere lettera morta, una semplice dichiarazione di buoni intenti, un modo per le Nazioni di ripulire la loro coscienza congelando la realtà sotto un manto impenetrabile. L'Expert Mechanism rappresenta invece uno strumento operativo per le giuste istanze dei Popoli Indigeni della Terra indirizzate alla riconquista delle loro terre e alla difesa delle loro Tradizioni, della loro economia, della loro cultura, dei loro luoghi sacri.

Abbiamo così conosciuto il rappresentante del Popolo Tataro e delle altre popolazioni indigene della Crimea, diverse per religione ma antropologicamente affini. Tutti i regimi che si sono alternati non hanno mai riconosciuto i diritti di queste popolazioni considerate come semplici etnie. Anche i recenti conflitti tra Russia ed Ucraina non hanno migliorato la loro situazione e vi è stato un tardivo e beffardo riconoscimento, come Popolo Indigeno, da parte dell’Ucraina ora che la sua influenza non vi è più.

Prezioso il contributo del Seminario “giustizia e diritti” per le nostre generazioni presenti, passate e future. Rinforzare l’identità indigena attraverso un processo di riconciliazione con se stessi. Saper riconoscere che quei sentimenti di rabbia, di odio, erano giusti ma che ora occorra lasciarli andare perché questa è la strada giusta.

Il Canada aveva una politica dichiarata, quella di uccidere l’indiano nel bambino. A questo scopo migliaia di bambini furono strappati ai loro genitori e confinati nelle scuole residenziali, in questi luoghi non naturali e coercitivi, senza più poter tornare a casa. Questo raccontava Chief Wilton Littlechild, che dopo l’incalzante intervento di Rosalba spiegava come la Discovery Doctrine, ancora oggi in vigore, sia stata tra le più gravi forze ispiranti quel tremendo e crudele progetto di cristianizzare e civilizzare i giovani indigeni pagani. La chiesa cattolica non ha mai chiesto scusa ma ha solo dichiarato un dispiacere retorico evidenziando, con questo comportamento, l’arrogante, irrispettoso e assolutistico progetto di annientamento delle Culture Altre e del “diverso”.

Fondamentale è stato trattare il tema della Riconciliazione, un approccio che deve partire dalla sfera individuale per poi raggiungere l’esterno. Chief Wilton Littlechild è convinto che nella Riconciliazione non vi siano rischi di assimilazione alla società maggioritaria o possibili segni di resa. Anzi è fermamente convinto che si vada nella direzione opposta. Solo riconciliandosi, guarendo dal proprio dolore e dalla propria rabbia ci si può chiedere che cosa più è mancato, cosa sia stato portato via. Ecco allora che forte nascerà il bisogno di imparare nuovamente la propria lingua e si affermerà il desiderio di riappropriarsi dei propri riti e delle proprie terre.

Anche Giancarlo Barbadoro, Presidente della Ecospirituality Foundation, si è fatto promotore di una iniziativa interessante tesa a coinvolgere la Cultura dei Nativi Europei. L’obiettivo è quello di collegare un insieme di comunità di ispirazione druidica e celtica affinché creino una forza culturale che si possa manifestare. Nonostante i secoli di buia repressione, da Costantino in poi, quest’idea rappresenta un progetto ambizioso e forte.

Da ragazzini a scuola studiavamo una geografia funzionale alla società maggioritaria. Oggi dobbiamo impararne una nuova, dove siano sempre più familiari nomi come: Tatari, Karaites, Krymchak, Urum , Sami, Otomi.

I Custodi della conoscenza stanno scomparendo, il pianeta è in grosse difficoltà, i Popoli Indigeni della Terra sanno leggere e trarre ispirazione dai messaggi inviati, dal cielo, dall’acqua, dagli alberi. Popoli diversi ma uniti da una comune Spiritualità, forse l’ultima speranza per la vita su questo pianeta.

 

 

Luigi Gottardi




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