Incontro di meditazione

15 maggio 2014

Luna delle grandi occasioni. Luna piena, di maggio. Questa visione accompagnava il mio percorso in auto. Lei svettava da est, verso il colle di Superga. Luminosa e tonda, misteriosa. Accompagnava il mio guidare mentre percorrevo il lungo rettilineo contornato dal vecchio muro di mattoni rossi, stracotti dal sole e dai gelidi inverni, che delimita il Parco della Mandria.

Partecipanti alla Meditazione con la musica condotta dal Gopa Giancarlo

Attraversavo gli ultimi scampoli di pianura che di lì a poco sarebbe mutata nelle Valli di Lanzo. Direzione la Biblioteca di Fiano. Solve et Coagula. Dissolvi e coagula, attraverso una ripetizione costante di separazione e di riunione, di allontanamento e di raccolta. La Scuola di Kemò-vad Sole Nero ha organizzato nella serata del 14 maggio un nuovo incontro di Meditazione all’interno del progetto della ricerca del bien-être. E’ questa una serie di eventi che, con riproposizione costante, si stanno affermando come uno degli appuntamenti più attesi del mondo della Kemò-vad. Il magico flauto di Giancarlo Barbadoro è il facilitatore e al contempo l’animatore della serata, attraverso l’antica musica druidica. E’ sempre molto bello per i convenuti, ritrovarsi nelle sale della Biblioteca di Fiano a cui va il nostro ringraziamento per l’ospitale e garbata accoglienza. Un luogo custode di un patrimonio di storie e di idee dentro i volumi cartacei che fanno da meravigliosa cornice alla meditazione. Un luogo veramente adatto per far risuonare una musica antica e per raccogliere le esperienze che i presenti vivranno e se riusciranno, metteranno a disposizione di coloro che hanno condiviso il momento.

Il cuore della serata è stata una riflessione sul tema: “Il Tamburo dello Sciamano”. Gli Incontri della Biblioteca di Fiano avvengono ormai da oltre due anni. Vi è un primo momento dedicato alla Conoscenza e allo studio dove una breve conferenza introduce e sviluppa il Tema della serata. I partecipanti prendono posto nella sala incontri della Biblioteca disponendosi in cerchio, come a voler rimarcare la fondamentale e assoluta importanza di ogni convenuto. Il secondo momento è dedicato alla Poesia. Il linguaggio evocativo per eccellenza. Nella poesia, le parole si liberano da ogni laccio ed arrivano purificate e dirette nell’animo di tutti. In questo modo, la mente frenetica e ancora agitata dagli accadimenti del giorno comincia a ritrovare una pacificazione e a predisporsi per quella che sarà la meditazione. Il terzo momento è quello dell’esperienza diretta. La musica del flauto di Giancarlo Barbadoro accompagna in un viaggio a volte onirico, a volte visionario, a volte solo di estremo rilassamento delle membra e della mente in grado così di percepire un benessere confortante. Il quarto momento è la condivisione dell’esperienza. Chi vuole racconta quello che è avvenuto, fornisce indicazioni utili per tutti i presenti, raccoglie le parole più adatte per rendere collettiva una esperienza così personale da non poter sempre essere tradotta nel linguaggio comune.

Il quinto momento è il “Giardino delle Gemme” condotto da Rosalba Nattero che aiuterà ad interpretare il significato della pietra che ognuno avrà estratto dalla Coppa. Il sesto e ultimo momento è quello della convivialità dove le tisane e i dolcetti esalteranno un momento di golosità.

Il Tamburo dello Sciamano è anche il titolo dell’ultimo libro fresco di stampa di Giancarlo Barbadoro ed edito da Keltia nella Collana di esoterismo e spiritualità “I Sicomori”. Giancarlo ha sottolineato come ognuno possa essere Sciamano e ricercatore denunciando l’aberrante usanza che si sta affermando che questa via sia solo tramandabile da padre in figlio o ottenibile attraverso patentini e corsi che hanno la transizione monetaria come principio ispiratore. Ognuno di noi può sentire il richiamo, quel senso di grandezza ispirato da un cielo stellato e quel senso di consapevolezza del mistero. Ognuno di noi può sentirsi solidale e vicino a quella prima umanità che più curiosa di altri sentì il bisogno di capire dove si trovava. I primi che cercarono il piano reale e vero delle cose, sfuggendo all’illusione dei sensi e agli inganni della mente. L’antico sciamanesimo è dunque la casa antica dove tutti possiamo mettere in pratica il nostro viaggio attraverso i tre mondi descritti dal simbolismo dell’Yggdrasil. Le giovani religioni hanno progressivamente sostituito quest’alta ispirazione dell’umanità sovrapponendole una serie di precetti e dogmi che paralizzano la spinta vitale dell’uomo. La condannano ad una realtà opaca e massificante, si instaurano come meccanismo di dominio e di manipolazione. Giancarlo rende così estremamente comprensibile il concetto di Cuore Antico che genera l’identità di una Tradizione che si mostra tra storia e spiritualità nelle culture di tutti i Popoli Naturali del passato ma anche del nostro presente.

La Meditazione è stata preceduta dalla lettura di due splendide poesie scelte ed interpretate da Dhebora Ruzza e di Maria Teresa Sappa. Durante la meditazione i presenti, come fossero sostanze di un alambicco, fluttuavano tra lo stato volatile, quello liquido e quello solido, le visioni e le esperienze evaporavano e si condensavano senza sosta. Come in un processo alchemico dove un processo di lavoro e di cambiamento costanti conducono alla purificazione e alla raffinazione del corpo, della mente e dell’anima.

 

 

 Luigi Gottardi




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